L’eterno dilemma del Dominio: .com o .it?

La prima versione del sito di una PMI solitamente è “creato in casa”. Utilizzando conoscenze interne all’azienda o di qualche amico di amici.

Il risultato si vede nei siti internet solitamente di bassa qualità, con zero approccio alla SEO e errori di mancata progettazione abbastanza evidenti: domini errati, che non spiegano la natura del sito ma espongono solo il marchio. Se siete Nike, Apple, o anche solo DeFonseca, l’esposizione del marchio nel dominio è tutto ciò di cui avete probabilmente bisogno. Quando siete una PMI, probabilmente poco conosciuta, soprattutto con l’aumento della distanza da dove operate, il marchio non è sufficiente.

Se siamo chiamati in causa a riprendere in mano il sito per portarlo verso un approccio orientato ad esser search-like tanto vale scardinare il dominio, mantenendo comunque quello vecchio come redirect e progettare un nuovo nome.

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Fusione fra Redshot Blog e SEOSEMPMI

Alcuni di voi staranno leggendo questo articolo credendo di aver digitato poco fa l’indirizzo del blog di Redshot, altri avranno invece visto apparire per magia alcuni articoli non proprio strettamente collegati alla SEO o al SEM.

Ho infatti da poco deciso di unire i miei due blog e accorpare Redshot Blog in queste pagine. Due spazi diversi per me erano diventati ingestibili e, a malincuore, ho deciso di unificare i due siti.

Quello che succederà è che, oltre alla chiusura del mio vecchio blog su Redshot, su SEOSEMPMI continuerò l’importazione di tutti i miei vecchi articoli e continuerò a pubblicare pensieri ed idee sul mondo più vasto dell’IT, sperando che chi mi ha letto in queste pagine fino ad oggi possa esser interessato ad una maggiore apertura sul mondo dell’IT e delle tecnologie in generale. :)

Cercherò di esser sempre il più chiaro possibile e di dividere al meglio i vari filoni che nasceranno in questo blog, sperando di riuscire a gestirlo meglio e di renderlo più interessante per tutti. :)

Cos’è il SEM – Il SEM nei settori competitivi

Search engine marketing per il settore della ricerca e selezione del personale - Parte II, Capitolo 3.2

Nell’ultimo decennio, alcuni settori lavorativi hanno subìto uno sconvolgimento nelle modalità di relazionarsi con i propri clienti; cio è stato dovuto alla nascita e all’affermazione di multinazionali che hanno costretto le piccole realtà locali a ripensarsi completamente. Il settore della ristorazione, dei viaggi turistici, della ricerca ed offerta di lavoro sono stati, ad esempio, alcuni di quelli che hanno dovuto rivalutare più profondamente i servizi offerti e le modalità con cui essi raggiungevano i consumatori. Se in questi settori prima si rimandava, per ogni informazione, all’agenzia territoriale più vicina, ora sono Internet, il web e i motori di ricerca ad offrire la vetrina più importante per la vendita al cliente finale. Le figure intermediarie, come le agenzie di viaggi che si posizionavano fra la compagnia aerea e il cliente, hanno visto una fortissima contrazione nel loro fatturato. Solo alcune di esse sono riuscite a posizionarsi come punti di riferimento e veicolare quasi la maggior parte delle transazioni del loro settore. In questo caso si parla di Volagratis, eDreams, Excite e Last Minute. Tutte queste aziende sono riuscite a sfruttare la crisi delle agenzie turistiche tradizionali, utilizzando i motori di ricerca per posizionarsi come leader del loro settore, reinventando il loro lavoro e i servizi offerti, introducendo le offerte last minute e last second. Anche il settore della ricerca e della selezione del personale ha visto una profonda contrazione nel volume di contatti generati attraverso le agenzie territoriali. Monster, Kijiji e Job Search sono alcuni dei grandi attori internazionali che hanno costretto moltissime piccole aziende locali, esperte, efficaci ed efficienti nel loro lavoro, a ripensarsi o a chiudere la loro attività.

Come rilevato da una ricerca di NetConsulting, Confcommercio e Microsoft, in Italia le imprese del terziario hanno subìto Internet nei suoi indotti negativi e solo in parte sono riuscite ad utilizzare l’informatica e il web per trarne visibilità e profitto. Per le piccole e medie imprese italiane Internet infatti rappresenta una «frontiera» ancora da esplorare che viene, ancora oggi, associata solamente alla posta elettronica e al web vetrina e quasi affatto al commercio elettronico, alle campagne marketing, al social branding e alla SEO.

Sempre secondo NetConsulting, l’Italia manca di un supporto e di un investimento nelle politiche di incentivazione e di sostegno alla formazione tecnologica di queste aziende. Le imprese del terziario tendono a non investire in servizi tecnologici e l’e-commerce, sia B2B che B2C appare ancora limitato e con una penetrazione nazionale del 12%. Inoltre, l’e-commerce italiano è solo il 3% di quello generato nell’intero continente europeo.

I presupposti per rivalutare queste opportunità sono evidentissimi. Secondo una ricerca Netcomm e Contact Lab, nel 2010 il 38% della popolazione italiana crede che Internet rappresenti una fonte di guadagno e di miglioramento dell’esperienza di acquisto e di fruizione di servizi. Inoltre, si è visto che utilizzando il web non come vetrina ma come canale attivo per la fornitura di servizi, il miglioramento in termini di fatturato è addirittura del 60% a fronte di spese contenute di rinnovamento della strategia aziendale. Questi dati inoltre sono destinati a crescere nel tempo; l’utenza è infatti sempre più propensa all’utilizzo di Internet a scapito dei canali tradizionali. «La tendenza di fondo che si rileva quindi nel settore del terziario è la mancanza di contenuto strategico dei progetti IT, che continuano a privilegiare finalità prevalentemente operative, legate al controllo di gestione e al miglioramento dell’operatività aziendale.».

Risulta ovvio il vantaggio che una PMI locale può avere rispetto ai suoi diretti concorrenti a fronte anche di un piccolo investimento per il rinnovo della propria immagine online. Queste considerazioni sono estese a tutto il settore del terziario ma sono ancor più forti se analizzate all’interno del settore specifico della ricerca e della selezione del personale. I canali per l’offerta e la ricerca di lavoro sono rimasti immutati nel tempo, come il contatto diretto con l’azienda, la consultazione degli annunci locali e nazionali, la partecipazione a delle fiere di settore, e così via. In questi anni però sono stati gli stessi canali a lasciare i media tradizionali (telefono, giornali, volantinaggio) per abbracciare Internet attraverso le email, i siti di settore e le bacheche di annunci online. Questo settore ha probabilmente subito un terremoto a causa del web e la maggior parte delle aziende ha trovato difficoltà a spostarsi in questi nuovi canali. Una PMI che riesca a comprendere queste nuove opportunità e l’importanza di spostare, anche solo in parte, la propria offerta dall’offline all’online, ha la possibilità di accedere ad un vantaggio strategico e ad un vantaggio competitivo che potrebbe portare alla crescita dell’azienda stessa e a farla diventare un sicuro riferimento nel proprio settore locale.

Continua… :)

Cos’è il SEM – Introduzione

Search engine marketing per il settore della ricerca e selezione del personale - Parte II, Capitolo 3.1

L’insieme delle attività di marketing rivolte al posizionamento e al miglioramento della visibilità di un’azienda sul web, soprattutto nei motori di ricerca, rientra in quello che viene definito web marketing e search engine marketing (SEM).

Il SEM si avvale di numerose tecniche e metodologie che variano sia per la natura del processo di analisi e di costruzione delle campagne marketing, sia per la destinazione dello spazio e del target sul quale esse vengono sviluppate. All’interno di questa dissertazione assume particolare rilevanza la search engine optimization (SEO), ovvero il processo collegato alla scelta delle parole e delle frasi chiave relative ad un sito.

La pratica della SEO genera spesso confusione ed errori di interpretazione. Quando si parla di SEO infatti non si parla di spamming o di aggirare gli algoritmi ed i controlli dei motori di ricerca. Più semplicemente, la SEO è quell’insieme di metodologie che, studiando e rispettando gli algoritmi dei motori di ricerca, creano e formano dei siti web accessibili, adeguatamente strutturati e ricchi di contenuti originali e di qualità.

Contrariamente a quanto si pensa normalmente, queste attività migliorano l’esperienza di navigazione degli utenti nel sito. Delle pagine correttamente studiate per un motore di ricerca infatti, sono predisposte al funzionamento su terminali con dimensioni e tecnologie differenti da quelle utilizzate in fase di progettazione. Queste pagine potranno quindi funzionare corret- tamente anche sui dispositivi mobile o di navigazione alternativa (dispositivi appositamente studiati per ipovedenti ad esempio).

Un altro aspetto del SEM è il social marketing. Con questo termine si intendono tutte le strategie che portano un’azienda ad esser presente nei social network, come Facebook, Twitter o LinkedIn ad esempio.

Il SEM si compone infine di altre attività, come ad esempio la strutturazione di una campagna pubblicitaria veicolata attraverso altri siti o motori di ricerca. In questo caso parliamo ad esempio di Google AdWords, uno strumento che permette, a pagamento, di offrire a delle particolari tipologie di utenti dei risultati di ricerca esterni all’organico del motore stesso.

In generale, la presenza online di un’azienda è un aspetto che va curato nel tempo attraverso vari meccanismi di marketing. Questi meccanismi, quando sono incentrati nella valutazione e nel miglioramento del posizionamento in un motore di ricerca, prendono il nome di search engine marketing.

Continua… :)

Agenzia Lavoro Teseo – L’intervista ai titolari

Search engine marketing per il settore della ricerca e selezione del personale - Parte I, Capitolo 2 (continuazione)

Al termine del processo di analisi del vecchio sito è stata chiesta una breve intervista al Sig. Sandro Morini, titolare dell’azienda, per capire meglio cosa fosse Teseo e quale l’approccio nei confronti di Internet dell’azienda stessa.

Parte I, Capitolo 2.3 - Intervista a Teseo

Domanda. Cos’è Teseo? Quali sono i settori in cui eccellete?

Risposta. Teseo è una società di ricerca e selezione del personale, accreditata con autorizzazione definitiva a svolgere tale attività dal 2006, che opera nel conteso emiliano. Le nostre specializzazioni, o eccellenze, sono la gestione del settore ceramico e meccanico per la ceramica. Per questi settori disponiamo di un database estremamente ampio, utiliz- zato anche per un’attività di head hunting mirata; in questa attività veniamo contattati da molte aziende della ceramica che ci chiedono di incontrare un preciso candidato già impiegato in una certa azienda.

D. Avete delle roccaforti locali dove sapete di esser famosi o di godere di una posizione privilegiata?

R. Il mercato locale è ampio e agguerrito. Ci sono altri tre studi che operano sulla piazza sassolese. La nostra «fama» è di piccoli ma bravi e professionali. Fin dall’inizio, del resto, abbiamo scelto di non lavora- re con tutte le aziende che ci contattavano, ma solo con quelle che ci permettevano di non venir meno al codice deontologico di settore.

D. Quando è nata l’azienda? Internet era già una realtà?

R. L’azienda è nata nel 1997 ed Internet non era una realtà particolarmente significativa né per l’attività di head hunting, né per quella della ricerca e selezione del personale. Solamente dopo pochi anni venne approvata la legge sul lavoro interinale via Internet e da lì il mondo anche per noi è cambiato.

D. Quando avete deciso di puntare al mercato online? C’è stata una causa scatenante?

R. Inizialmente Internet è stata considerata come una pura e semplice vetrina. Nel tempo si sono perfezionate alcune rubriche, soprattutto gli annunci di lavoro, ma solo in questi ultimi mesi è prevalso l’aspetto di visibilità del sito. Una causa scatenante è stata senz’altro la sempre più scarsa risposta dei candidati agli annunci cartacei sui giornali locali e nazionali. Per questo la scelta di andare su Internet non è stata in realtà una «scelta» ma un’esigenza di sopravvivenza.

D. In tutti questi anni avete seguito delle strategie locali e mirate al mon- do offline. Come pensate cambierà la vostra strategia investendo in Internet? Quali sono i risultati che vi attendete?

R. Mi attendo di costruire un sito capace di veicolare candidature interessanti, mirate ed uniche; di costruire un sito visitato, capace di allargare i confini di azione della nostra società e quindi aumentare il nostro fatturato.

D. Quali sono state le debolezze del vostro attuale sito Teseonline.com? Ha contribuito alla crescita della vostra attività?

R. Teseonline.com è un sito largamente statico, vecchio, senza nessuna capacità di attrarre contatti. Non credo abbia contribuito a far crescere la società, anzi, oggi rappresenta una vera e propria palla al piede.

D. Conoscete i social network? Credete che possano offrire un’opportunità per un’azienda come la vostra?

R. Siamo presenti in modo artigianale su Facebook e su LinkedIn. Per renderli gestibili in maniera efficace andrebbero a mio avviso automatizzati e andrebbero creati degli intercollegamenti tra i vari social network e il sito.

D. Credete nell’importanza dei motori di ricerca come vetrina per la vostra attività aziendale?

R. Si, ci crediamo e vorremmo migliorare la nostra situazione.

D. Secondo voi, Internet, nel settore della ricerca e selezione del persona- le, ha contribuito alla crisi delle piccole e medie imprese? Oppure, rappresenta solamente un’opportunità?

R. Internet, per noi, è stata una soluzione intelligente ed economica. Basti pensare che nel 2004 spendevamo circa 30.000€ in annunci sui giornali. Oggi, questo costo è completamente abbattuto e la qualità e velocità delle risposte è aumentata.

D. In futuro vorreste sperimentare nuove attività legate ad Internet? Nuo- vi servizi sociali, interattivi, real time legati ovviamente alla vostra impresa? 

R. Siamo senz’altro aperti a questo tipo di contaminazione.

Fine della prima parte ma… continua… :)

Agenzia Lavoro Teseo – I concorrenti

Search engine marketing per il settore della ricerca e selezione del personale - Parte I, Capitolo 2 (continuazione)

Parte I, Capitolo 2.3 - I concorrenti 

I competitor principali di Teseo sono stati individuati in accordo con l’azienda stessa; Teseo ha infatti provveduto a segnalare sei studi in diretta concorrenza con i loro servizi ed operanti a livello locale. Da una breve analisi iniziale è emerso che queste società entrano effettivamente in conflitto con Teseo nel settore di lavoro e nel target di riferimento individuato precedentemente. Una analisi più approfondita ha permesso di apprendere quali fossero le tecnologie utilizzate per le loro pagine web, in che modo venissero gestiti gli annunci e quali fossero le metodologie per mettere in contatto i consulenti con i candidati e con le aziende. Sono state infine valutate le keyword, la description e il posizionamento in Google.

Per l’analisi dei siti dei competitor sono stati utilizzati i seguenti strumenti:

  • Web Shot Pro: script per l’analisi dei meta tag e il download di uno screenshot completo del sito;
  • Strumenti di AdWords: ambiente per l’analisi e la rielaborazione delle keyword presenti in una pagina;
  • PR Checker: applicazione per la valutazione del Page Rank di Google di una pagina;
  • GT Metrix: analizzatore delle performance della risposta del server e dell’ottimizazione delle pagine HTML.

Da questi strumenti e da una valutazione personale dei siti, sono stati ottenuti vari dati di interesse lungo le varie fasi dell’analisi e della riprogettazione del profilo di Teseo nel web. Di seguito è stato riportato, per ogni sito analizzato:

  • Description: il meta tag relativo alla descrizione del sito. Esso è solitamente composto da una o più frasi che possono esser riutilizzate dal motore di ricerca per l’analisi delle keyword principali e la generazione dello snippet della SERP (search engine result page), ovvero una piccola anteprima del sito fornita direttamente nelle pagine del motore di ricerca.
  • Keyword esplicite: questo termine si riferisce alle keyword specificate all’interno del sito tramite meta tag. Queste vengono utilizzate da molti motori di ricerca per l’individuazione delle prime parole chiave da analizzare ed utilizzare.
  • Keyword implicite: l’analisi delle pagine del sito tramite lo strumento di AdWords per le parole chiave fornisce come risultato un elenco di keyword. Queste non sono state specificate dal webmaster tramite meta tag ma sono state estrapolate da AdWords analizzando i con- tenuti del sito. Queste keyword sono particolarmente interessanti per la valutazione della densità e della qualità delle parole chiave esplicite.
  • Google page rank: il page rank è un indice che viene calcolato ed assegnato da Google analizzando i link in entrata al sito, ovvero analiz- zando quante e quali pagine riportano un link a quest’ultimo. Questo indice viene utilizzato per determinare in quale posizione far apparire un risultato della ricerca in combinazione con altri indici.
  • Performance rank: ricavato tramite il tool GT Metrix, è un valore che misura la perfomance del sito. Questo tool effettua varie misurazioni, fra cui: il tempo di caricamento della pagina, la sua dimensione e il numero di richieste al server effettuate per il reperimento di tutti gli oggetti del DOM [Document Object Model: è una forma di rappresentazione dei documenti strutturati come modello orientato agli oggetti. DOM è lo standard ufficiale del W3C per la rappresentazione di documenti strutturati in maniera da essere neutrali sia per la lingua che per la piattaforma]. Il calcolo dell’indice avviene tramite due differenti algoritmi: YSlow e Page Speed che effettuano una scansione della pa- gina analizzando la strutturazione del codice HTML, delle immagini, l’utilizzo di CSS, AJAX, DNS lookup, eccetera. Il risultato è un doppio indice che fornisce una panoramica combinata di quanto il sito sia veloce e performante per merito del server e della sua progettazione.

Dopo il salto, l’analisi dei sei competitor di Teseo…

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Internet non è un diritto dell’Uomo

Riporto un articolo, e parere personale, di Massimo Melica, esperto di diritto applicato alle nuove tecnologie della comunicazione.

Ho sempre affermato che la Rete è un abilitatore di diritti e non un diritto in sé, restando spesso emarginato nei contesti culturali di sinistra che spesso animano il dibattito in Rete. Oggi Vint Cerf – padre di Internet – sul New York Times conferma la mia tesi.

 

Da anni difendo la libertà di Internet, da anni affermo che “internet è per tutti, ma non tutti sono per Internet” riferendomi a coloro che non avendo una cultura digitale si basano sull’utilizzo del mezzo per professarsi: esperti, attivisti o addirittura guru del web.

Spesso è capitato che dietro accreditati blogger si nascondano operazioni editoriali, in cui a populiste e deboli teorie si affianca il libro che illustra come diventare ricchi con Facebook, Twitter o addirittura Second Life.

Molti hanno affermato che l’accesso ad Internet sia un diritto fondamentale dell’Uomo, arrivando in taluni casi a definire un’esigenza costituzionale accreditare Internet a rango costituzionale o peggio candidarlo a premio Nobel.

Mi sono sempre opposto a queste ideologie, non per disamore verso il mezzo ma per tutelarne la libertà e l’indipendenza sposando altresì l’Etica Haker, descritta da Pekka Himanen nel suo celebre libro.

Molto spesso sono stato attaccato, escluso dai “salotti culturali” di quella sinistra che si arrovella su se stessa, che si illude con favole sofiste, che afferma che basta avere un computer collegato alla rete per garantirsi qualunque libertà in spregio a secoli di diritto.

Oggi, leggo con soddisfazione, l’editoriale del New York Times in cui Vinton Gray Cerf padre di Internet, “Chief Internet Evangelist” per Google, fondatore di ISOC “Internet Society” scrive testualmente: technology is an enabler of rights, not a right itself.-

Un’affermazione che spiazza coloro che credono che Internet debba essere un diritto fondamentale, un editoriale che tuona come un avvertimento per i legislatori che non valutano un aspetto più fondamentale, ovvero: la responsabilità dei creatori di tecnologia per sostenere o regolare i diritti umani e civili.

Il tema si arricchisce di nuovi spunti di riflessione e il confronto culturale aumenta tra gli ispiratori dei modelli giuridici alla base della futura “Società dell’informazione”.

Articolo originale (Creative Commons): http://www.fanpage.it/internet-non-e-un-diritto-dell-uomo/#ixzz1ibmGsAVC